• Marzia

Lui, io, noi - Dori Ghezzi





L’infanzia di Dori e quella di «Bicio», che mostra come la storia sia sempre stata una sola, anche quando loro non si conoscevano. Il primo incontro, a un premio musicale vinto da entrambi, durante il quale non smettevano di guardarsi. La nascita della figlia Luvi e la quotidianità campestre in Gallura. I mesi del sequestro, in cui a sostenerli fu proprio quel legame «fermo, limpido e accecante» che sarebbe continuato oltre il tempo. Un tempo sempre scandito dalla magia degli incontri: da Marco Ferreri a Lucio Battisti, da Cesare Zavattini a Fernanda Pivano. Tra bambine che chiacchierano con Arturo Toscanini e bambini che bevono cognac sotto i bombardamenti. Tra cuccioli di tigre allevati in salotto e un viaggio in nave con un toro limousine. Scritto assieme agli sceneggiatori di Principe libero, il film tv sul cantautore, Lui, io, noi è una storia privata che s’intreccia con quella pubblica di chi, da sessant’anni, ascolta De André. Soprattutto è il racconto intimo, commovente, a tratti perfino buffo, di un grande amore.

«Ci guardiamo, e a tutt’e tre viene da pensare, istintivamente, a un giorno non troppo lontano degli anni Ottanta, magari; o a una notte di primavera dei Novanta. Con Fabrizio che s’aggira sospettoso sulle sue, di clarks, perché gli è sembrato di sentire un brusio in camera da letto di cui ora ha perso le tracce; e per un attimo, un attimo soltanto, ha avuto l’impressione di un qualche futuro sghembo di cui gli sembrava di aver avvertito l’eco: fluttuante, e incerta, come tutte le voci lontane quando ci chiamano da lunga distanza».


Quando ci si accinge a leggere una biografia su un uomo scritta dalla moglie ci si aspettano forse frasi struggenti che rimarcano un dolore mai sanato. Ci si aspetta, per sociale e banale convenzione, una sfilza di ricordi melensi e mitizzazioni postume che, diciamolo, talvolta possono risultare piuttosto stucchevoli. 

Di biografie ne ho lette molte e parlo per esperienza diretta: sono poche quelle che conservo nel cassetto “meritevole” della memoria e questa sarà una di quelle che in quel cassetto ci andrà senza ombra dubbio. 


Dori Ghezzi ha scritto parole cariche di dignitosa tenerezza dalle quali emerge la stima, l’ammirazione, il rispetto e l’amore per un uomo, il suo uomo. Non cade nel pietismo, non inciampa mai in rievocazioni scontate ma, anzi, mantiene costantemente toni estremamente eleganti e misurate nel tratteggiare la sua vita accanto al cantautore che ha fatto la storia della musica e della poesia italiana e che resta tutt'oggi un artista inimitabile.

L’intera narrazione si dipana tra eventi ripescati nella memoria e riferimenti letterari, culturali e sociali del tutto considerevoli che apportano alla biografia un valore aggiunto. 

Altre due voci si intersecano a quella di Dori nel raccontare Fabrizio De André, sono quella di Giordano Meacci e Francesca Serafini, linguisti e sceneggiatori che hanno firmato, tra l’altro, anche la sceneggiatura della miniserie televisiva “Principe Libero”, un tributo ottimamente riuscito sull’evoluzione umana e artistica di De André.

Una biografia scritta dunque a sei mani, collettiva, e per questo ancor più innovativa e dinamica. 

Un libro intimo che riporta frammenti reali di una vita condivisa.



Editore: Einaudi

Collana: Stile Libero Big

Prezzo: 14,45 Euro

Pagine: 160 p.

EAN: 9788858427729


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