• Marzia

Le cose che non ho detto - Azar Nafisi





Innamorarsi a Teheran, Guardare i Fratelli Marx a Teheran, Leggere Lolita a Teheran... Così iniziava una lista di cose segrete che Azar Nafisi aveva stilato nel suo diario e che si rimproverava di aver taciuto a tutti. Molte delle altre, a tanti anni di distanza, ha deciso di raccontarle in questo libro. Che è un magnifico ritratto del padre, sindaco di Teheran all’epoca dello scià, e della madre, fra le prime donne entrate al Parlamento iraniano. E la storia dei tradimenti di lui, del mondo fantastico in cui lei a poco a poco trasforma la realtà insopportabile che la circonda, e della forzata, dolorosa connivenza dell’autrice con il padre. Ma anche e soprattutto la rivelazione di come a volte le dittature sembrino riprodurre i silenzi, i ricatti, le doppie verità su cui si regge il primo, e più perfetto, sistema totalitario: la famiglia. Chi conosce Nafisi sa già cosa troverà, qui, in ogni pagina: l’emozione di leggere sempre qualcosa di autentico e temerario. Qualcosa che arriva dalle strade e dai giardini di Teheran come dalle pagine di Firdusi o dei grandi cantastorie persiani – eppure ci riguarda molto da vicino.


Azar Nafisi è una delle Autrici contemporanee che amo di più, amo la sua raffinatezza e la sua cultura e soprattutto amo la sua passione, quella che scaturisce energicamente dalle pagine dei suoi romanzi e inonda e contagia. La adoro e ne sono stata folgorata dopo la letteruta del suo primo, immenso, lavoro: “Leggere Lolita a Teheran”, un romanzo speciale e potente. “Le Cose Che Non Ho Detto” è stato il suo secondo lavoro e in Italia è stato pubblicato nel 2008 da Adelphi Edizioni con la splendida traduzione di Ombretta Giumelli. 


L’Autrice parla di sé, della sua famiglia e della sua vita di Iraniana in Iran, paese straziato per anni da guerre, rivoluzioni, forzate convenzioni sociali, ipocrisie e corruzione. Azar parla senza censure né emotive né politiche. Elenca fatti e nomi con la precisione del cronista e semina qua e là anedotti personali che colorano il romanzo di note sentimentali rendendolo davvero appassionante. 

La penna dell’Autrice delinea soprattutto le complesse relazioni familiari puntando l’attenzione sul rapporto con la madre. Un rapporto conflittuale basato su innumerevoli incomprensioni che non consentiranno mai alle due di stabilire una reale sintonia emotiva. L’escursus relativo a questa relazione madre-figlia è particolarmente interessante e rivela le notevoli capacità introspettive dell’autrice. 


La cornice storica, così come quella culturale della narrazione rappresenta, a mio avviso, una preziosa e autentica testimonianza dell’evoluzione sociale dell’Iran. 


Una donna colta, una donna Iraniana che ha utilizzato la cultura e lo studio come armi contro un sistema e come strumenti per la propria crescita personale.



Genere: Letteratura

Editore: Adelphi

Collana: Gli Adelphi 

Listino: € 12,00

Pagine: 342

EAN9788845930164 

1 visualizzazione
 

Modulo di iscrizione

©2019 di Un libro, una tazza di tè e il camice bianco. Creato con Wix.com